Il Cristo nel XIII secolo

Questo è il piano di lavoro pluri-disciplinare preparato per le classi seconde, indirizzo linguistico e pedagogico, dell’Ist. Sperimentale “Stefanini” di Venezia Mestre e realizzato nella primavera del 2000.

 

L’ IMMAGINE DEL CRISTO DUECENTESCO. IL RAPPORTO TRA MADRE E FIGLIO.

Discipline e testi in un’ipotesi di lavoro pluridisciplinare.

Letteratura italiana              Donna de Paradiso” di Jacopone da Todi

Storia dell’arte                      Deposizione di Cristo” di Giotto (Padova, Cappella degli Scrovegni)

Storia e Religione                 “ La nascita del Purgatorio” ( J. Le Goff)

Cinema                                  Francesco” di L. Cavani: la vocazione e le stimmate.  Gesù” di F. Zeffirelli: sequenza della Deposizione dalla Croce.

Canzone                                da “Titanic” di F. De Gregori: la madre del figlio emigrante.

 

Modalità.

Si proporranno testi scritti, sequenze cinematografiche, ascolti musicali, lezioni-conferenze, visite guidate. Lo spunto iniziale è dato da un brano famoso della letteratura italiana, la lauda jacoponica sulla Madonna che piange drammaticamente la morte di suo figlio Gesù. Questo è il tema che può suggerire collegamenti con la storia, la storia dell’arte (poiché il dato è spiccatamente iconografico), le tematiche religiose (di teologia e di sensibilità popolare) fino ad arrivare –in diacronia- alle moderne interpretazioni cinematografiche e musicali. La prof. De Vecchis terrà una lezione sul ciclo biblico di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Il prof. Bracco ed io converseremo con voi sull’essenza e il significato (teologico, storico e di costume) del Purgatorio. A maggio andremo a Padova a vedere il testo giottesco.

Tesi.

Non propongo un semplice accostamento di temi e di testi. Suggerisco un itinerario di riflessione: quali ragioni potrebbero aver stimolato, in un arco di 100-150 anni, modifiche così profonde nella visione della Chiesa e nella religiosità e sensibilità del popolo cristiano sui temi delicatissimi della Croce, del Natale, del culto della Madonna, della nascita del Purgatorio?

 

I Passaggi ( per concetti sintetici, da approfondire nell’analisi )

1.      Alto Medioevo.  Nei mosaici bizantini e nell’iconografia dei Carolingi e degli Ottoni il Cristo è soprattutto un modello per i re, egli stesso è re. Il cristianesimo regale accantona la passione e morte del suo fondatore. Posizione frontale e statica di Gesù, seduto in trono e circondato dagli apostoli e dai profeti. Giudice onnipotente del mondo. Atteggiamento impassibile, gesti maestosi di comando assoluto sugli  uomini e sulla natura. Gesù e la croce sono entità separate. Il Cristo crocifisso è rarissimo prima del X sec. e la croce, in forma greca –con le quattro braccia uguali-, non evoca affatto la sofferenza e la morte.

2.      X secolo.    Gesù in croce è più frequente ma senza segni di sofferenza sul volto, vivo e non agonizzante, vestito e non denudato, senza le piaghe, le spine, le ferite. Il corpo non pende dalla croce, non mostra la torsione delle braccia; al contrario, persiste l’immagine frontale e simmetrica del Dio impassibile. Evidentemente la Chiesa cristiana occidentale s’avvicina con grande prudenza all’immagine di Gesù crocifisso.

3.      XI – XII secolo. C’è un rapido mutamento dell’iconografia. Dopo il Mille si sviluppano le grandi devozioni popolari per le reliquie, le lotte dei nuovi ceti cittadini contro la simonia, l’esaltazione delle Crociate. Il mondo chiuso del clero, casto, elitario, specialista del sacro, doveva in qualche forma aprirsi all’ondata evangelica popolare se non voleva essere travolto. Ma solo alla fine del XII sec. comincia a diventare frequente la scena straziante della deposizione dalla croce, nella forza realistica di un rapporto tutto umano tra il morto, la madre e gli uomini e le donne che lo piangono.

4.      XIII secolo. Con Francesco d’Assisi il rapporto tra il fedele e Gesù raggiunge il culmine dell’umanizzazione, anche se già l’iconografia bizantina si era mossa su questa strada. Il re di gloria, lontano e maestoso, è diventato un povero agonizzante e morto con cui si può avere un rapporto diretto e ricco spiritualmente e sentimentalmente. Cristo è un uomo vissuto fra gli uomini e che con essi aveva condiviso sofferenza e morte, che aveva spiegato le verità eterne con parabole semplici e comprensibili. Dio è domestico, compagno quotidiano di vita dell’uomo, della gioia, del dolore, del lavoro, della povertà. Si sviluppa una pietà religiosa più affettuosa e umana, familiare, fatta di naturalezza e spontaneità. Si rompe definitivamente la barriera tra la religione teologica dei chierici e quella impulsiva del volgo.

5.      Si stabiliscono nessi interessanti con la devozione per il Gesù-bambino ( meditazione sul tema e il ricordo dell’incarnazione di Dio ), con l’adorazione dell’Eucarestia ( la presenza reale del corpo e del sangue può materializzare un mistero non facilmente credibile ), con il culto di Maria, con la nascita del Purgatorio, con il vicino primo Giubileo del 1300.

6.      Il culto della Madonna. C’è un evidente legame con i costumi e le ritualità della società cavalleresca e con una rivalutazione della condizione femminile in una società cittadina più complessa e mobile (echi  se ne trovano anche nella letteratura: la donna-angelo dello Stil Novo, le donne del Decamerone).

Maria riempie nella pietà un vuoto e assume compiti che non si potevano dare a Gesù. La società del ‘200 era ancora una società molto violenta, percorsa dal tema del sangue, dalla vendetta, dal castigo. Dio Padre e il Figlio erano ancora troppo giudici e vendicatori, proprio in conseguenza della loro umanizzazione. Cristo-giudice, stanco dei peccati degli uomini, intende punire il mondo (v. le carestie, le guerre, le pestilenze). Maria interviene e si frappone tra Lui e i peccatori, pregandolo di sospendere la decisione con la promessa che presto gli esseri umani si pentiranno e si convertiranno. La Madonna, perciò, ha un ruolo di protettrice e mediatrice tra Dio e gli uomini, di consolatrice di fronte ai disastri della vita. Lei è donna, è mamma, quindi più immediatamente incline alla compassione e al perdono. Il Cristo è uomo, più severo e giusto, ma è anche figlio e quindi sensibile alle preghiere di sua madre.

 

Questa nostra prova è una prima, graduale sperimentazione. E’ anche delicata per via del tema così importante e appassionante. Non si devono forzare i toni in un ambito di situazioni e problemi che sono di complessa analisi, anche perché fatti di cose in apparenza così poco afferrabili, risolte su un piano di emozioni difficilissime a divenire oggetto effettivo di interpretazione e scrittura storica.

 

Un’ultima nota, utile soprattutto nei prossimi anni: una definizione di pluridisciplinarità.

“Essa si verifica quando, per studiare “un oggetto”(un fatto, un fenomeno od altro) o risolvere un problema, lo affrontiamo da più punti di vista e ci avvaliamo, quindi, di più discipline, ciascuna con le sue metodologie e le sue procedure” (Ministero della Pubblica Istruzione, “Il documento del Consiglio di classe”, aprile 1999, p.IX).

 

Venezia-Mestre,  marzo  2000

prof.  Gennaro  Cucciniello